C'era una volta un bimbo di nome Gabriele, era bravo, buono, e perfino intelligente, a scuola, era tra i migliori, e per
questo aveva pochi amici, ma sinceri e tutti come lui.
Un gruppo di bulli, erano soliti aspettarli all'uscita della scuola, per prenderli in giro con dispetti e scherzi sciocchi.
Un giorno Gabriele si disse: se son tanti, forse hanno ragione, e, a sbagliare siamo noi, voglio provare a farmi accettare,
a cambiare, a vedere quel che si prova.
L'indomani Gabriele finita la scuola, ignorò i suoi vecchi amici e cercò di farsi accettare da costoro. Ma, dal momento che
"chi lascia la vecchia via non sa quel che trova", questi ragazzi dissero: ok, ti accettiamo, a condizione, che tu al nostro
via lanci quel grosso sasso alle tue spalle senza guardare.
Il ragazzo monello sapeva che stava per passare la mamma di Gabriele e uno e due e tre tira!! Urlò il capo banda, appena il
povero Gabriele lanciò si sentˆ un urlo improvviso, rompere il silenzio, la folla accorse da tutte le parti.
Arrivò perfino l'ambulanza ma per quanto tentasse di capire chi fosse non gli riusciva di scorgere nulla, e lui si vergognava
per l'accaduto, cosˆ non insistette nel capire chi fosse e andò un pò a pescare.
La sera rincasò come nulla fosse, ma al posto della madre sorridente come al solito, trovò il padre tutto cupo, che gli chiese
a malapena dove fosse stato e lui, subito chiese scusa al padre dicendo per filo e per segno come aveva trascorso la giornata,
al che, il padre lo strinse forte a se perdonandolo,seppure il suo gesto sconsiderato aveva avuto come conseguenza la perdita
della sorellina che sarebbe dovuto nascere da lì a poco.
Gabriele corse in stanza tutto in lacrime al capezzale della madre dicendo di essere stato mille volte sciocco per il male
fatto e chiedendo alla madre cosa fare per rimediare, la madre accarezzandolo amorevolmente con un sorriso rispose che ormai
indietro non poteva tornare.
Gabriele l'indomani corse dai suoi vecchi amici che lo accolsero a braccia aperte come nulla fosse , evitò i bulli e dopo
nove mesi nacque una nuova sorellina. Per quanto riguarda i bulli furono mandati per un anno a zappare la terra dai rispettivi
genitori e capirono che solo le cose guadagnate faticosamente danno soddisfazione.
Morale: chi lascia la vecchia via non sa quel che trova e non sempre l'abito fa il monaco.