Un giorno il Signore si svegliò, e passeggiando tra le strade del creato, notò un bosco particolarmente verde e prolifico; di
una flora alta e rigogliosa, attraverso la quale scorrevano torrenti e fiumi che, con le loro limpide acque, bagnavano terreni
fertili, una ricca fauna e la moltitudine di frutti e fiori che rendevano, con i loro colori, quella parte del creato,
particolarmente bella e luminosa.
Egli aveva, nel frattempo, già donato all'uomo buona parte delle terre; la maggior parte delle acque ai pesci, il cielo agli
uccelli e, non sapendo a chi donare quel lembo di paradiso, lo regalò ad una coppia di lupi i quali, abituati a vivere nei
boschi e a cacciare per sfamarsi, trovarano in quella generosa concessione il luogo ideale dove poter condurre una vita
felice; e così fecero dando vita nell'arco di tre anni a tre piccoli lupetti ai quali,man mano che questi crescevano,
spiegarono l’origine di tutto quel bene, ma soprattutto gli inculcarono il rispetto per tutte quelle fantastiche concessioni;
affinchè il tutto potesse vivere e proliferare in funzione dell'equilibrio necessario.
Mentre tutto procedeva in considerazione di ciò che era stato a loro spiegato e man mano che i lupetti crescevano; si
cominciarono a delineare anche i caratteri di ciascuno di loro e, come spesso capita in ogni famiglia, c'è sempre il figliolo
che emerge, per una caratteristica diversa, rispetto agli altri fratelli, positiva o negativa che essa sia, e questo fu il
caso di Lex, che rispetto a Tavi e Max, era il più curioso, il più impiccione ed anche il più sfrontato, tanto da rischiare
molto spesso la sua stessa incolumità, ma con il senno opportuno di non mettere mai in discussione quella dei suoi fratelli.
Ciò nonostante restava il fatto che il suo carattere, impetuoso ed istintivo, fosse spesso fonte di preoccupazione per mamma
e papà lupo; il quale non disdegnava verso Lex toni e modi più duri rispetto ai due fratelli Tavi e Max, convinto che questo
suo fare avesse potuto riportare Lex ad un atteggiamento più riflessivo e rispettoso delle regole che nell'ambito famigliare
erano state impostate; sortendo suo malgrado un risultato diverso da quello che egli stesso prospettava come riscontro.
Con il tempo Lex divenne ancora più ribelle e le lezioni sempre piu’ dure e restrittive che papà lupo gli imponeva, divennero
il motivo scatenante dei continui guai di cui Lex puntualmente si rendeva artefice; allorchè mamma lupa, che come ogni mamma
prende le parti dei propri figli, specie quelli più difficili, anche a costo di continui dissensi e malumori che
inmancabbilmente coinvolgevano l'intera famiglia, cercò di fungere da mediatrice, nel rapporto sempre più difficile tra Lex e
papà lupo , senza riuscirvi, dato il rapporto difficile che nel frattempo fra i due sempre era venuto a crearsi.
A quel punto mamma e papà lupo, preoccupati che l'atteggiamento di Lex avesse potuto mettere in discussione quell'equilibrio
famigliare tanto faticosamente cercato e voluto, cercarono di imporgli delle regole più ferree anche a costo di metodi piu’
drastici.
Nel frattempo, gli insegnamenti che Lex aveva ricevuto dai genitori e dalla natura, relativi alla sopravvivenza ed alla
convivenza con il resto della natura stessa, furono dallo stesso assimilati in tempi brevi, data la sua precocità, ma non
trovarono adeguata collocazione nell'equilbrio mentale del lupetto,nonostante lo stesso li recepisse prima e meglio rispetto
ai suoi due fratelli,che vivevano in maniera più tranquilla ed equilibrata il rapporto familiare, e quello con la natura.
Questo fece si’ che l’ossessiva curiosità che animava la mente di Lex, alla continua ricerca di scoperte e nuove emozioni, che
fino a quel momento gli erano state opportunamente proibite, lo portarono alla prima occasione, ad inoltrarsi oltre il confine
di quel paradiso che il signore aveva destinato a lui ed alla sua famiglia; la sfrontatezza e la struggente curiosità che, come
giàdetto, particolarmente lo animava, lo portarono a superare quel limite che per la sua natura animale, ma pur sempre fragile
rispetto all’ignoto verso cui per la prima volta si affacciava, gli avrebbero procurato solo danni e condizioni negative.
Arrivò ad avventurarsi ai confini di quel mondo fino ad allora da egli tanto ambito e ricercato, quello degli umani, del quale
aveva sempre sentito parlare in termini assolutamente negativi ma suggestivi, data la sua indole.
E lì vi incontrò un folletto, che pareva lo stesse aspettando da chissà quanto tempo, gli si rivolse dopo un primo impatto di
sorpresa, con una gentilezza di modi e di azioni che in Lex sortirono l'effetto di una ulteriore sfida a se stesso; fino a
quel momento non aveva mai avuto nessun contatto diverso da quelli che gli insegnamenti della famiglia, della natura e del
signore stesso gli erano stati posti come un confine invalicabile, e qui fu pervaso da un senso contemporaneo di disorientamento
e di disagio, tanto da affidarsi a quel folletto tanto gentile verso di lui in quel momento, come l'unico essere in grado di
capirlo e soddisfarlo, tanto da fargli tornare, con un senso di sollievo misto a rabbia il ricordo delle parole e delle discordie
avute col padre,cercando e, soprattutto, trovando nel suo spirito di contestazione, la ragione che lui aveva sempre ostentato
rispetto al disappunto del genitore.
In un primo momento il folletto gli chiese da quale luogo egli venisse e cosa lo avesse spinto così lontano dal suo bosco e dalle
sue origini e Lex, con un crescente spirito di adattamento a quella nuova situazione, comincio a parlargli dei limiti e degli
atteggiamenti angusti impostogli dal mondo pieno di limiti e pregiudizi da cui proveniva, sembrando oltremodo soddisfatto e felice
dall'aver raggiunto quella meta tanto sospirata che cosi brutta e crudele gli era stata descritta e che, invece, da quel poco che
aveva potuto concepire, era lo stesso che lui aveva sempre immaginato; al chè il folletto, figlio della cattiveria del mondo
umano, sul quale peraltro il signore sembrava avesse perso ogni controllo, gli propose di conoscere quel mondo da più vicino
descrivendogli tutti i divertimenti ed i piaceri di cui nel tempo, contro il parere del signore era riuscito a crearsi stimolando
così, sempre di più, la già fervente curiosità di quel lupetto che, di fronte a quei racconti, pareva trepidante e voglioso di
viverli.
Il folletto allora gli spiegò che in quel mondo non poteva presentarsi con le sue attuali sembianze e gli propose di
trasformarsi in umano; e per farlo avrebbe soltanto dovuto rinnegare le sue reali origini, così come già tanti altri esseri
provenienti dal mare e dal cielo, avevano fatto.
Di fronte a questa scelta Lex non ebbe alcuna titubanza e il folletto subito gli descrisse di quali divertimenti per lui
inimmaginabili, il mondo che gli si prospettava, potesse essere capace; ciò accrebbe l’interesse di Lex per tutte quelle novità
allontanandogli qualsiasi possibile diffidenza, pur di vivere anche un solo momento di tutto ciò che gli era stato appena
proposto, cosicchè il folletto con un rito magico lo trasformò in un essere umano.
Lex all'impatto non ebbe la reale cognizione di ciò che stesse succedendo, ma preso coscienza delle sue nuove sembianze, parve
sentirsi subito a suo agio e lo fu ancor più quando, specchiandosi nelle acque di un fiume notò il suo aspetto piacente,
qualità che, a detta del folletto, gli avrebbe facilitato l'inserimento nel nuovo mondo.
Il folletto accompagnò Lex ai margini di una grande città e gli disse: - ora scoprirai ciò che hai trovato a dispetto di ciò
che hai perso - e lo lasciò andare all'avventura in quel mondo, che Lex tanto desiderava conoscere.
Cominciò a camminare fra una moltitudine di gente che sembrava non vederlo, nè sentirlo e subito, tutto questo, creò in lui,
abituato alla leggi della foresta, dove era sempre stato protagonista sia per le sue prede che per la sua stessa famiglia,
un senso negativo.
Tutto gli pareva strano e non riusciva a capire quell'indifferenza, man mano che proseguiva nella conoscenza diveniva sempre
piu preda mortificata della sua stessa coscienza, l'insensibilità di quel mondo, il disenteresse di fronte alla sofferenza
della gente che vedeva per strada mentre elemosinava un soldo, o un pezzo di pane,la diffidenza, che notava negli sguardi
apparentemente tutti ugualmente persi, che incrociava e il movimento veloce ed esasperato di un mondo che non capiva, gli fecero
subito tornare in mente ciò che aveva barattato: la solidarietà e la tranquillità del bosco con il movimento caotico e senza
una verosimile meta, nè fine concreto, di un mondo che immaginava felice e divertito, e che invece vide perso nella propria
tristezza, apparentemente senza un reale motivo, l'amore della sua famiglia con l'indifferenza della gente che quasi lo
calpestava senza notarlo, e l'inganno cominciato con le promesse di un folletto, che gli aveva rubato le origini e l'anima.
Più andava avanti e più tutto questo gli procurava paura e una incommensurabile voglia di tornare al suo così caro bosco,
così facilmente abbandonato, per qualcosa che gli sembrava un sogno irraggiungibile, ma che poi si era rivelato solo il
frutto marcio, di un terribile inganno .
Camminò per giorni, nella vana speranza di trovare quel divertimento che il folletto ingannevolmente gli aveva promesso,
ma non lo trovò: ovunque vedeva indifferenza cattiveria e tentazioni fasulle, come quella che il folletto gli aveva propinato.
Così in maniera rabbiosa e decisa riprese il cammino inverso alla ricerca di quel folletto, deciso a riprendersi ciò che
aveva perduto.
La ricerca fu da subito ardua e difficile, in quel mondo assomigliavano tutti incredibilmente a quel folletto e spesso si
trovò a scontrarsi con folletti che, nonostante la incredibile somiglianza, non erano colui che egli cercava, ma la sua
decisione ebbe soddisfazione solo quando, camminando a ritroso, si ritrovò sulle sponde di quel fiume che fu specchio
delle sue iniziali illusioni, e li decise di aspettarlo quel dannato folletto.
Finchè dopo qualche giorno di disperata attesa lo stesso si presentò con un atteggiamento sornione e di sfida gli chiese
beffardamente se si fosse divertito abbastanza nella città.
Lex irretito dall'atteggiamento del folletto ebbe uno scatto che ricordava vagamente le sue origini e lo azzannò; tenendolo
ben stretto gli intimò la restituzione delle sue sembianze e l'annullamento dell'impegno preso in funzione del baratto.
Il folletto pur di liberarsi, si mostrò subito disponibile e, una volta libero, riprese quell'atteggiamento sicuro e
beffardo, e con il piglio sicuro di chi ha il coltello dalla parte del manico; gli disse - lasciami i tuoi migliori anni e
io ti restituisco al tuo mondo - .
Lex pur di tornare al suo mondo accettò e in men che non si dica si trovò ritrasformato in lupo: non aveva più la freschezza
di quando aveva lasciato il bosco, nè i riflessi che insieme agli anni lasciati erano andati persi anche quelli, ma aveva
nel frattempo acquisito la saggezza e l'esperienza che prima non aveva, ed insieme a quelle anche il rispetto per il padre
e la madre, che avevano cercato di indirizzarlo verso quella che era la realtà, e non le banali ed inutili fantasie, con
le quali il folletto gli aveva rubato gli anni migliori.
Lex tornò a casa e tutti furono felici di accoglierlo, ritrovò la sua natura ed i suoi cari e per ognuno ebbe un pensiero,
che espresse così:
- Caro padre ho impiegato molti anni per capire ciò che avreste voluto insegnarmi ed erano saggezza e conoscenza; ora,
grazie a voi, sono qualità che ho acquisito, vi amerò per sempre per questo fantastico dono.
Cara Madre mi avete insegnato l'importanza della bontà, ma ero troppo arrogante per comprendere il significato, ed il senso
delle vostre parole; ora sono più saggio per comprenderle e farne parte fondamentale del mio bagaglio di vita -.
Ed infine, rivolto ai fratelli, disse:
- Cari fratelli sarei dovuto esservi d'esempio, ed invece vi ho abbandonati lasciandovi l'esempio peggiore, ma ora sono
qua ed insieme daremo vita al grande disegno del quale il Signore ci ha voluti protagonisti.